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Ricerca .university, Global University Ranking. Quanto sono attrattive le università italiane in un mercato globale sempre più competitivo?

In un settore in forte crescita, la competitività delle università non si misura soltanto sulla base della qualità accademica. Conta sempre di più la capacità di posizionarsi, raccontarsi e risultare attrattivi in un contesto che funziona secondo logiche di mercato. Anche nella comunicazione.

Perché una ricerca sulle università

L’istruzione superiore è oggi un mercato globale rilevante e in crescita: vale circa 900 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a 3 trilioni entro il 2035. In questo scenario, per attrarre studenti, docenti, partner, investimenti e attenzione, non basta avere contenuti solidi. Serve anche la capacità di renderli visibili, comprensibili e distintivi.

È da qui che nasce .university, la ricerca di Lundquist che analizza come gli atenei costruiscono attrattività e reputazione attraverso i canali digitali. L’obiettivo non è misurare il valore accademico in senso tradizionale, ma capire quanto bene un’università riesca a trasformare la propria identità, il proprio impatto e la propria offerta in un vantaggio competitivo percepibile.

Per molto tempo le università hanno potuto contare soprattutto su reputazione storica, qualità della ricerca e riconoscibilità istituzionale. Oggi questo non basta più. La competizione internazionale, l’evoluzione delle aspettative di studenti e stakeholder e la crescente mobilità rendono necessario un salto di qualità: gli atenei devono imparare a comunicare con maggiore chiarezza, coerenza e visione strategica

I numeri della ricerca

La ricerca Lundquist valuta la capacità delle università di attrarre e coinvolgere attraverso identità, storytelling, esperienza digitale, relazioni e credibilità dei contenuti. In altre parole, valuta quanto un ateneo sappia tradurre la propria sostanza in attrattività.

Il campione

  • 118 università analizzate, di cui 57 italiane e 61 internazionali
  • 47 atenei ammessi alla fase finale, di cui 25 italiani e 22 stranieri

I criteri

Abbiamo considerato 77 criteri di valutazione, distribuiti in 5 macro-aree:

  • Identità, purpose e posizionamento
  • Prospettiva globale, inclusione e benessere degli studenti
  • Ricerca, innovazione e trasferimento della conoscenza
  • Sostenibilità e impatto sociale
  • Relazioni con gli alumni

Articolo del Sole 24 Ore che presenta in esclusiva i risultati della ricerca

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Per le università italiane la comunicazione è una leva sempre più strategica

Per gli atenei italiani il calo demografico, l’aumento della concorrenza internazionale e la crescente propensione degli studenti a guardare all’estero rendono l’attrattività una questione centrale.

La ricerca mostra che il potenziale delle università italiane è spesso significativo, ma non sempre valorizzato fino in fondo. I contenuti ci sono, ma faticano a diventare racconto, esperienza e differenziazione. La distanza, quindi, non è necessariamente nella sostanza, ma nella capacità di renderla percepibile.

Le università italiane hanno margini importanti di crescita

I risultati mettono in evidenza alcune criticità strutturali. Tra le università italiane finaliste, solo il 9% racconta in modo narrativo la propria identità; il 73% non utilizza video, infografiche o altri strumenti multimediali per raccontare la ricerca; l’82% dispone di uno spazio alumni, ma solo il 18% valorizza davvero storie di successo, networking e senso di community.

Questi dati raccontano bene il punto: molte università italiane dispongono di asset forti — reputazione, ricerca, qualità dell’offerta, legame con il territorio — ma spesso non li organizzano in una narrazione capace di generare coinvolgimento e desiderabilità.

Le eccellenze italiane indicano una direzione precisa

Nonostante questo quadro, la ricerca mette in luce anche segnali molto incoraggianti. Alcuni atenei italiani mostrano infatti che il gap può essere colmato e che è possibile competere anche in uno scenario internazionale molto affollato.

Il Politecnico di Milano entra tra i primi dieci atenei globali della classifica. Università di Bologna, Ca’ Foscari, Università di Pisa, Bocconi e Politecnico di Torino registrano a loro volta performance solide a livello internazionale, dimostrando che anche in Italia esistono modelli di comunicazione più maturi, coerenti e competitivi.

Il dato più interessante è che i risultati migliori non dipendono dalla natura pubblica o privata dell’ateneo. Dipendono piuttosto dalla qualità con cui l’identità viene costruita e raccontata, dalla coerenza dei contenuti e dalla capacità di offrire un’esperienza digitale chiara e distintiva.

Il confronto con le università all’estero

I risultati a livello globale mostrano uno scenario interessante. Le università britanniche emergono come leader globali perché hanno interiorizzato logiche di posizionamento, storytelling e gestione della reputazione tipiche dei brand internazionali. A sorpresa molte università statunitensi, comprese alcune Ivy League, faticano invece a tradurre il prestigio storico in una comunicazione davvero distintiva.

Nel confronto, le università Italiane, che rappresentano la metà circa del campione totale non figurano nella parte più alta del ranking delle finaliste a livello globale, con l’eccezione del Politecnico di Milano, al 7° posto insieme al MIT. Questo conferma la necessità di un cambio di approccio non solo di un singolo ateneo ma del settore in Italia.

La nuova regola del gioco

Il messaggio che emerge da .university è netto: in un mercato in crescita, l’eccellenza accademica da sola non basta più. Deve essere resa visibile, credibile e rilevante.

Oggi l’attrattività di un’università si costruisce anche come quella di un’organizzazione competitiva: con un’identità riconoscibile, un posizionamento chiaro, una narrazione capace di tradurre la complessità in valore percepito e una comunicazione che non si limiti a informare, ma sappia orientare la scelta.

Come comunica il tuo ateneo rispetto ai migliori?

Con .university, Lundquist aiuta le università a misurare il proprio posizionamento competitivo, confrontarsi con benchmark italiani e internazionali e definire priorità concrete di miglioramento.

LE FINALISTE

University Ranking Table
Ranking University Country Score
1 Imperial College London 🇬🇧 55,5 12 London School of Economics (LSE) 🇬🇧 46,5
2 University of Oxford 🇬🇧 53,5 13 Università di Bologna 🇮🇹 46,2
3 University of Birmingham 🇬🇧 52,3 14 University of Bristol 🇬🇧 46,1
4 University of Leeds 🇬🇧 52 15 Stanford University 🇺🇸 45
5 University College London (UCL) 🇬🇧 51 16 Università Ca’ Foscari Venezia 🇮🇹 44,5
5 University of Glasgow 🇬🇧 51 17 Aalto University 🇫🇮 44,3
7 Politecnico di Milano 🇮🇹 49,5 18 Università di Pisa 🇮🇹 43,3
7 MIT 🇺🇸 49,5 19 ETH Zurich 🇨🇭 43,2
9 Princeton University 🇺🇸 48,5 20 Università Bocconi 🇮🇹 43
10 Technical University of Munich 🇩🇪 48 21 Politecnico di Torino 🇮🇹 42,1
11 University of Manchester 🇬🇧 47,5 22 EPFL Lausanne 🇨🇭 41,6

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