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07/04/2020

By: 

Maria Grazia Fumagallo

Rating ESG: ecco i tre passi per una comunicazione ESG proattiva

Ormai non possiamo più ignorarlo. Il rating ESG è il parafulmine della rapida crescita dell’interesse dei mercati finanziari per la sostenibilità. Si tratta di uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione della performance delle aziende sulla base di fattori ambientali, sociali e di buona gestione.

Ma in che modo l’azienda può approcciarsi al rating ESG? E che ruolo gioca la comunicazione?

Definire un reporting rigoroso e ricco di informazioni non basta, è necessario comunicarlo. Ogni dato che l’azienda raccoglie e rendiconta deve essere interpretato affinché diventi informazione, ma l’informazione stessa necessita di essere comunicata al meglio affinché diventi valore. Il rating ESG si fonda infatti esclusivamente sul valore concreto e su informazioni pubbliche, definendo una regola stringente: quello che non comunichi, non esiste.

Nelle analisi svolte nell’ambito di Blurring Boundaries, mi sono spesso trovata di fronte ad aziende con profili virtuosi, ma con scarsa capacità di interpretare i loro punti di forza e di comunicarli adeguatamente, a discapito non solo dei rapporti con la comunità finanziaria, ma con tutti gli stakeholder. Infatti, penso sia necessario tenere sempre a mente che la trasparenza e la comunicazione chiara e coerente sono una responsabilità condivisa verso tutti gli stakeholder, non solo verso gli addetti ai “lavori ESG”, nonostante questi ultimi richiedano a gran voce informazioni e dati precisi, coerenti e di rapido accesso.

In questo contesto in forte crescita si è diffusa la tendenza delle aziende a “reagire” alle richieste della comunità finanziaria, spesso senza una struttura interna adeguata e fornendo un livello informativo insufficiente. Per evitare di “subire” una valutazione di sostenibilità, penso sia utile strutturare una comunicazione proattiva e adeguata, utilizzando il rating stesso come vero e proprio strumento di analisi e lavoro.

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di iniziare da un’analisi di coscienza “aziendale”, basata su questi tre punti:

  • DIALOGO E COINVOLGIMENTO: Mi confronto nel modo adeguato con chi valuta la mia azienda?
  • BENCHMARK ESG: Ho una mappatura della comunicazione ESG del mio settore? Come si comportano i miei competitor?
  • COMUNICAZIONE ESG: Fornisco informazioni (in report e online) idonee e chiare per facilitare chi mi sta valutando?

Si tratta di un percorso che possiamo svolgere insieme. Attraverso questa analisi, ci è possibile identificare il vostro posizionamento nel mercato ESG per poi strutturare un ecosistema di reporting di sostenibilità efficace e comunicativo, ingaggiando molteplici stakeholder, non solo analisti e investitori.

Per avere un’idea concreta di queste azioni, penso possa essere molto utile osservare l’approccio del Gruppo Unipol. Si tratta di un ottimo caso di comunicazione solida di sostenibilità e, con il suo “Pensiero integrato”, esprime l’essenza di quanto affrontato finora.

Il Gruppo, infatti, rappresenta un esempio dell’integrazione fluida dei fattori ESG nella strategia di business, cioè sia nelle decisioni strategiche che in tutti i processi aziendali. Trovo anche interessante il modo in cui abbiano trasmesso agli stakeholder questo “Pensiero integrato”, con un assetto di reporting in grado di comunicare a tutti in modo semplice questa sinergia. Viene comunicato immediatamente il ruolo del Gruppo Unipol all’interno della società e le sue azioni concrete per generare un impatto positivo.

Riconoscere l’importanza di un’adeguata comunicazione ESG può essere la chiave di successo in un percorso che, lo riconosco, richiede energie e impegno a diversi i livelli aziendali. Ma l’analisi di “coscienza aziendale” che ho suggerito può essere un punto di partenza per capire se il rating ESG è adeguatamente identificato dall’azienda, e dall’area comunicazione, e quali strumenti sono necessari per affrontarlo.

Integrare e valorizzare la comunicazione aziendale, coniugando business e sostenibilità, è essenziale per dimostrare a tutti gli stakeholder di avere priorità strategiche solide che guardano al futuro della società.